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Situato allo sbocco della Valle del Livo ai piedi del Sasso Pelo con vista sino alla punta di Bellagio, ove i due rami del Lario si dividono.
Ha un clima particolarmente favorevole e mite.
È accarezzato da una brezza costante chiamata “Breva” che ha permesso il fiorire di numerosi centri nautici con attrezzate scuole di vela e windsurf, ma molti altri sports si possono praticare, quali lo sci nautico, il canottaggio, trekking, mountain-bike, alpinismo, pesca alla trota.
Antico paese di pescatori, ha conservato intatto nel tempo le caratteristiche della sua storia unendo a queste una dinamica capacità di aprirsi al turismo tanto da essere diventato il centro più ospitale dell’Alto lago dotato di moderne attrezzature che lo hanno reso famoso non solo in Italia, ma anche all’estero.
Sulla piana, formata dal fiume Livo, ospita numerosi campeggi.
Una curiosità tra la storia e la gastronomia riguarda il vino domasino, di produzione molto limitata (i vigneti si trovano in località Pozzuolo e Faggio) si calcola che non si riesca a superare le 1200 bottiglie.
Questo vino, un bianco, era apprezzato già duemila anni fa dai Romani, come attestato da Plinio il Vecchio.
La gastronomia domasina prevede, oltre ai già noti “missoltini”, anche gnocchi con verdure di stagione e risotti cucinati in vari modi, polenta servita con funghi, salumi e formaggi locali (come la semuda e la robbiola) oppure cucinata con burro fuso e formaggio filante (la polenta vuncia).
I dolci locali sono invece la “miascia”, torta casereccia di pane e frutta o il “tortello”, frittella dolce arricchita di mele.
I missoltini sono agoni privati dalle interiora, salati ed essicati al sole come se fossero panni stesi. Una volta essicati i pesci vengono stipati in una missolta, cioè un contenitore originariamente di legno, oggi di latta, insieme con delle foglie d’alloro, che viene chiusa a pressione. I pesci perdono tutto il loro olio e si presentano sottili e secchi. Le loro carni saporite verranno fatte rinvenire riscaldandole sulla griglia e faranno da contorno ad un ottimo piatto di polenta. Il tempo di cottura deve essere breve per evitare di avere delle carni secche e dure.
I “missultitt”, così vengono chiamati dagli abitanti del posto, appena tolti dalla griglia si puliscono da eventuali scaglie, si privano della lisca e si servono con olio e aceto.
I venti
Domaso è da sempre conosciuto come il paradiso dei velisti, in questo punto, sulle acque del lago soffiano numerosi venti.
Solo due, intensi e regolari, sono periodici e indicano tempo bello e stabile.
Ogni giorno da nord, nelle prime ore del mattino, soffia il Tivano; quando questo si placa, nella tarda mattinata, cede il posto alla Breva che spira da sud e che dura sino a sera.
Dalle valli che sboccano sul lago soffiano all’improvviso le varie “motive”, brezze che nelle giornate soleggiate attenuano la calura ma, durante i temporali, rappresentano un pericolo per i velisti perché sono caratterizzate da violente raffiche.
Da visitare
Chiesa di San Bartolomeo
Eretta nel XVI secolo su una struttura medioevale, poi rimaneggiata. Conserva, nella lunetta esterna, sopra il portale del fianco destro, una bella “Pietà” scolpita in marmo a tutto tondo attribuita al Rodari (secolo XVI),
Fra i tanti affreschi e le numerose tele spiccano: nella terza cappella a sinistra una pala d’altare del Procaccini realizzata intorno al 1600, rappresenta la Madonna col Bambino. Il bimbo, corpulento, tiene nella mano destra una chiave che quasi ostenta di fronte a San Pietro, mentre la Madonna, riccamente vestita, ha una fisionomia che sembra appartenere un po’ a Michelangelo. Nella cappella di fronte è stato ritrovato nel 1992 un affresco del 1325, il tema è lo stesso del precedente solo che, in questo caso, la Madonna ha un volto inespressivo, proprio in quel periodo, infatti, il paese si stava riprendendo da ripetuti saccheggiamenti e da un incendio che lo distrusse interamente, il bambino stringe fra le mani un uccelletto, e mette un piedino in avanti come se volesse sollevarsi dalle ginocchia della madre.
A dare ulteriore importanza e pregio alla parrocchiale ci pensano gli affreschi secenteschi di P. Ligari, una croce astile in argento dorato, capo d’opera dell’orafo comasco G. P. Lierni (1533) ed un venerato crocifisso ligneo medievale.
Villa Camilla
Settecentesca, originariamente dimora dei Serbregondi, ovvero “Ser Bregondi”, nobili già dal XIII secolo, oggi sede del Municipio.
La impreziosiscono all’esterno un parco ricco di piante di camelie, balconcini barocchi, stemmi gentilizi, all’interno sale decorate da affreschi.
Qualche numero
Superficie: 6,140 kmq.
Altitudine: m. 216
Popolazione: 1432
Densità abitativa: 6,708
Cap: 22013
Manifestazioni:
festa patronale San Bartolomeo, 24 Agosto
fiera di San Silvestro (locale/vari, mese di Gennaio)
mostra d’Agosto (locale/vari, mese d’Agosto)
fiera di San Francesco (locale/vari, mese d’Ottobre)
fiera d’autunno (locale/vari, mese di Novembre)