Info: info@comune.gravedona.co.it
Sede: Piazza San Rocco, n. 1 – 22015 Gravedona (CO) Italy
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Situato in una posizione stupenda, adagiato in un grazioso golfo allo sbocco della Valle del Liro di fronte alla penisola di Piona e al Monte Legnone. Il suo nome ha radici liguri e sta ad indicare una lingua o una costa di terra sassosa.
Ha un clima mite d’inverno e mitigato da costanti brezze d’estate.
Il piccolo borgo, dal passato ricco e interessante, è caratterizzato da stretti vicoli che si tuffano, senza esitazione, nelle acque blu del lago, da ripide e interminabili scalinate, da case addossate le une alle altre con portali e facciate antiche dove, solo su alcune delle quali, sono ancora visibili numerosi affreschi, per esempio l’affresco quattrocentesco della “Madonna col Bambino” sul lungolago al numero 25.
L’economia del paese in passato era basata sulla pesca, l’agricoltura e, nella parte alta della valle, sull’allevamento del bestiame. Oggi Gravedona è un importante centro commerciale e di villeggiatura estiva.
Per ragioni storiche, artistiche e religiose è considerata uno dei centri più importanti dell’Alto Lago. Nel periodo comunale partecipò alla guerra decennale tra Como e Milano (1118-1127) schierandosi alternativamente con l’una e con l’altra e in seguito alla pace di Costanza, con cui nel 1183 si concluse il conflitto tra il Barbarossa e i Comuni lombardi. Nel 1522 divenne capoluogo del Territorio delle Tre Pievi Superiori del Lario che comprendeva anche Sorico e Dongo, centro di diffusione del cristianesimo, ebbe il privilegio d’avere proprie leggi, emanate nel 1403, coniò monete e fu apprezzato per l’abilità dei suoi orafi, il più famoso cesellatore fu Francesco Ser Gregori, vissuto fra il 400 ed il 500. Riuscì a mantenere sempre una determinata autonomia anche sotto la signoria dei Visconti e degli Sforza. Durante la dominazione spagnola di Filippo II fu dichiarata Contea e ceduta, sempre dallo stesso, nel XVI secolo al Cardinale Tolomeo Gallio di Como.
E’ un paese che si racconta nelle sue chiese e nei suoi monumenti di cui si leggono culture confluite attraverso l’importantissima Strada Regina che da sempre è stata ed è arteria preziosa di collegamento tra il Sud d’Italia Via Milano-Como e il Centro-Nord Europa.
Da visitare
Palazzo Gallio
L’imponente palazzo, edificato su un promontorio roccioso sporgente tra monti e lago, domina il paese.
Questa fastosa dimora fu voluta nel 1586 dal cardinale e segretario di Stato al soglio pontificio Tolomeo Gallio. Investito da pochi anni della contea delle Tre Pievi di Gravedona, Sorico e Dongo, affidò a Pellegrino Tibaldi, architetto del Cardinale Carlo Borromeo, la realizzazione dell’edificio, ma venne completato dopo il 1607, anno della sua morte.
Il palazzo andò ai suoi nipoti, duchi d’Alvito, e non ebbe mai vita splendida. Fu utilizzato dai francesi e dagli spagnoli come ospedale, fino a che, agli inizi dell’Ottocento passò per varie proprietà private.
Oggi il palazzo appartiene alla Comunità Montana Alto Lario Occidentale,
monumento nazionale, è vanto del comune di Gravedona e di tutti i gravedonesi.
La tradizione ricorda che avrebbe dovuto ospitare quel Concilio della Controriforma Cattolica che invece fu tenuto a Trento.
È a pianta quadrata con quattro torri massicce angolari legate da stretti loggiati; logge sovrapposte si aprono anche sulla facciata verso il lago e su quella a monte regalando la vista di un bellissimo paesaggio.
Le mura di cinta hanno incorporati i resti dell’antico castello distrutto nel secolo XII
Questa pianta del Palazzo è ispirata a quella delle "ville della delizia" che il Palladio era andato costruendo in quegli anni nelle dimore patrizie di campagna dello Stato Veneto di terraferma, apparendo tale Palazzo come antisignano delle analoghe ville che sorgeranno sul Lario e in tutta la Brianza nel periodo seguente.
Sotto la loggia rivolta verso il lago è stata esposta un’iscrizione dove si legge: “Tolomeo Gallio di Santa Romana Chiesa, Cardinale Comense e Signore delle Tre Pievi di Gravedona, Sorico e Dongo, attratto dal clima temperato e dall’amenità del luogo ornò e rese più illustre il nobile paese di Gravedona con questo grandissimo palazzo con giardini, fontane e piscine nell’anno del Signore 1586”.
L’interno il vasto salone centrale raggiunge in altezza due piani, oggi utilizzato per mostre, concerti e convegni.
Lateralmente è affiancato da altri ambienti su due piani, collegati tra loro da loggiati. Questi locali sono utilizzati dagli uffici della Comunità Montana Alto �ario Occidentale e dalla Biblioteca comunale.
Il Palazzo non presenta arredamenti e opere di grande fasto, presumibilmente perchè i lavori vennero ultimati dopo la morte del committente e dunque mai utilizzato per lo scopo che il proprietario gli aveva destinato.
Monumento nazionale, Palazzo Gallio, vanto del comune di Gravedona, è ora sede della Comunità Montana.
“…A Gravedona il castello di Tolomeo dice una parola vera e bella dell’umanesimo rifatto cattolica…”.
(Da “Italia per Terra e per Mare”, in Autunno Lariano di Riccardo Bachelli)
S. Maria del Tiglio
A Gravedona il Medioevo bisogna cercarlo a riva, là dove il lago ci restituisce la rarità di una chiesa bellissima: S. Maria del Tiglio, un’architettura di cui andarono famosi i Maestri Comacini ed oggi orgogliosi i gravedonesi. Testimonianza del romanico comasco, datata nella seconda metà del XII secolo, sorge sopra il precedente battistero (V sec.) dedicato a S. Giovanni Battista.
Unica nel suo genere, costruita con pietre bianche e nere nelle quali si leggono in rilievo simboli, lesene, archetti pensili, feritoie, strombi, profili e cordoni delle finestre, colonne, loggiati, absidi e oculi messi a significare ancor prima di un’arte particolare l’azione dello spirito.
Un’architettura che nella facciata sale dal basso generando quella torre che ci meraviglia o forse ci invita a cercarne l’origine culturale per chiarirci l’azzeccato sposalizio di un campanile con la facciata d’un battistero.
Catturare, nella singola bellezza di questo assieme architettonico, bassorilievi di immagini simboliche incastonate nelle pietre ancora leggibili aiuta a ripercorrere il cammino dell’anima ferita dal peccato e a comprendere la sua funzione di Chiesa/Battistero.
All’interno il desiderio di pregare è forte e l’assenza di colore non fa impressione, anzi, in un’epoca come la nostra dove tutto è pretesto per la pittura, ci si accorge quanto la pietra sia amica dell’uomo. E le pietre, dopo aver cantato, si fanno colore e si parlano con le immagini affrescate tra il XIV e XV secolo nelle quali si riconoscono i cicli di: “S. Giovanni Battista” e “I Re Magi”, un “Crocefisso” e una “Trinità”, “L’Adozione dei Magi”, un episodio della “Vita di S. Giuliano ospitaliere”, “La Vergine tra S. Nicola, un committente e un altro Santo”, “S. Gottardo”, “S. Stefano”, “S. Cristoforo”.
Di notevole interesse iconologico è l’affresco del “Giudizio Universale”, dal sapore giottesco. Sotto una composizione “a registro” le denominazioni di sette vizi e delle sette virtù raffigurate, paiono determinare, per i due gruppi di genti in alto, la condanna di Cristo Giudice mentre una Gerusalemme celeste ricorda il borgo gravedonese.
Chiesa di San Vincenzo
Eretta intorno al 1050 su di un edificio paleocristiano composto da tre navate e altrettante absidi del secolo V.
Raggiunse l’aspetto attuale con la ristrutturazione avvenuta tra il XVII e il XVIII secolo, furono aggiunti, all’esterno, il porticato a tre ali, all’interno numerosi affreschi seicenteschi di Carlo Scotti di Laino, armadi barocchi intagliati, statue ed altre opere. Dell’antica struttura conserva la cripta che era a sette navatelle con capitelli altomedievali e romanici, due iscrizioni del VI secolo murate sotto il pulpito vicino all’ingresso laterale, un elegante croce d’oro del famoso cesellatore Francesco Ser Gregari, fedelmente rifatta dopo il suo furto e parte della muratura esterna.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (il Convento)
Fu costruita in posizione panoramica nel 1467 dai frati Agostiniani cui appartenne sino al 1772 quale chiesa del loro nuovo convento previa demolizione del precedente oratorio altomedioevale di San Salvatore.
Chiesa ad una grande navata con tetto a vista realizzato con capriate appoggiate su archi acuti in muratura che, scendendo sino a terra, formano le cappelle laterali e tre absidi di cui quella maggiore è poligonale. Alti finestroni ogivali ed oculi illuminano l’interno riccamente decorato con affreschi, ora quasi perduti, di buona scuola lombarda rinascimentale.
Il chiostro, sul lato a monte della chiesa, già a sua volta completamente affrescato sotto al porticato e sulle pareti esterne, è stato recentemente acquistato dal Comune di Gravedona.
Chiesa dei Santi Gusmeo e Matteo
Chiesa romanica circondata da un grande parco a platani. Dal secolo XIII al XVI la chiesa fu dedicata a San Fedele, un secolo più tardi venne ingrandita.
Sorge sopra l’abitato nel luogo in cui, così si dice, furono uccisi e sepolti i due Martiri. Originariamente questo edificio fungeva da mausoleo, si suppone quindi che fosse a pianta centrale polilobata, più tardi fu invertita la facciata e ingrandita costruendo un’elegante pronao appoggiato su colonne ed un presbiterio.
Si possono ammirare all’interno, affreschi del Fiamminghino, uno è conosciuto come la “Gloria”, realizzato nel presbiterio agli inizi del 1600 e l’altro rappresenta un’incantevole volo d’angeli musicanti. Vi sono custodite anche innumerevoli tele, quella del “Giudizio dei SS. Gusmeo e Matteo”, il “Martirio dei Santi” e il “Trasporto delle reliquie”, di ugual bellezza abbiamo la pala della “Madonna del Rosario con San Domenico e devoti”.
Annualmente, nei giorni 11 e 12 settembre, si svolge la secolare fiera del bestiame molto conosciuta in queste valli e non solo.
Chiesa di Sant’Abbondio
Costruita presso il ponte sull’Liro, all’ingresso della Contea. L’edificio cinque-seicentesco, con il suo campanile staccato a vela a due finestrelle, era punto di sosta e ristoro per i passanti che, ormai stanchi del viaggio, necessitavano di un po’ di riposo sia per loro che per il loro mezzo di trasporto, l’asino.
Questo piccolo edificio religioso un tempo era dedicato alla Madonna delle Fonti, fu distrutto da un allagamento del Liro e, solo dopo la restaurazione del Seicento fu dedicata a Sant’Abbondio, quinto Vescovo di Como protettore della Diocesi e primo organizzatore delle Pievi matrici del suo territorio.
Al suo interno sono silenziosamente conservate le immagini affrescate della “Madonna e i SS. Rocco e Vincenzo”.
Chiesa della Madonna de la Soledad (Solitudine)
apparteneva alla famiglia nobile dei Motti di Gravedona. Costruita tra il XVII e il XVIII secolo con la facciata rivolta sull’ultima piazza dell’antico borgo del paese, Piazza Mazzini.
Due grandi finestre illuminano i pochi affreschi che sono custoditi all’interno dell’edificio religioso, qui troviamo le immagini di S. Michele, di una Madonna, di S. Antonio abate e di un Cristo in croce.
Sopra l’unico altare c’è la decorazione a “rocaille” che abbellisce l’unica abside poligonale. Di particolare interesse è il paliotto in cuoio che, ornato da motivi floreali, riproduce al centro l’immagine della Madonna della solitudine.
La statua della Vergine Maria ha sul capo un’aureola e indossa un mantello nero sopra abito bianco ricamato, stringe tra le mani il rosario e nella solitudine di un dolore disperato e abissale prega nel vuoto del silenzi, è conservata in una nicchia stellata è ripetutamente contornata dalla scritta Consolàtrix afflictòrum e da una mandorla raggiata.
In passato si pensava che la chiesa fosse dedicata ai soldati, sia per l’aspetto degradato dell’edificio che per la visione addolorata e contrita dell’immagine della Madonna, si trattava invece di un errore di traduzione popolare, in realtà, grazie alla conoscenza della lingua spagnola siamo giunti alla esatta traduzione cioè della “Solidarietà”
Qualche numero
Superficie: 6,230 kmq.
Altitudine: m. 201
Popolazione: 2795
Densità abitativa: 417,978
Cap: 22015
Manifestazioni: festa patronale San Vincenzo, 22 Gennaio
fiera di Sant’Antonio (locale/zootecnico/vari, mese di Gennaio)
fiera di San Marco (locale/zootecnico/vari, mese di Aprile)
fiera di Santa Maria Maddalena (locale/zootecnico/vari, mese di Luglio)
fiera di San Gusmeo (locale/zootecnico/vari, mese di Settembre)