Sei in Home » I Comuni » Sorico

Sorico

Info: anagrafe@comune.sorico.co.it

Sede: Piazza Cesare Battisti – 22010 Sorico (CO) Italy

Tel 0344 84121

Fax 0344 84831 

Antico paese di pescatori della riva nord occidentale del lago di Como fondato nel 1432 dopo che Olonio, borgata di fondazione romana del Pian di Spagna, venne per l’ennesima volta distrutta da uno straripamento del fiume Mera.
Il suo territorio comunale si estende fino a comprendere il fiume Mera, che si collega al Lago di Mezzola, e il Pian di Spagna e, fin dai tempi più antichi è luogo di passaggio e di scambio commerciale.
 Data la sua posizione strategica, alla fine del Lario e all’imbocco della Valtellina e della Val Chiavenna, fece parte, insieme a Dongo e Gravedona, alla Contea delle Tre Pievi Superiori del Lario e, durante la decennale guerra tra Como e Milano parteggiò per quest’ultima.
Nel medioevo l’intera zona era ricca di torri utilizzate oltre che per meglio controllare il territorio anche per la riscossione di pedaggi. Una quadrata a tre ordini del XV secolo si trova nelle vicinanze del ponte sul fiume Mera, un’altra detta “Castello di Sorico”, era in località “Dazzam”, identificata nella frazione di Dascio, ma la più antica e la più famosa, era la torre detta di Olonio, posta nel punto strategico in cui confluivano le strade della Valtellina e del Chiavennasco, lungamente contesa e distrutta nel 1523.

Da visitare


Chiesa di Santo Stefano
Fu eretta parrocchiale nel 1447 poco dopo la fondazione di Sorico, in quell’occasione Filippo Maria Visconti, duca di Milano, donò 400 coronati. Fu ricostruita nel 1703 dall’architetto Giorgio Giulini.
Della chiesa quattrocentesca è rimasto: il poderoso campanile che originariamente era una delle Tre Torri militari utilizzate per la riscossione di pedaggi per il passaggio da una contrada all’altra, parte delle absidi e del marmoreo portale dove sono ancora visibili i segni delle modifiche quattrocentesche.
Nell’interno un trittico rinascimentale di scuola lombarda nella sua cornice originale, resti d’antichi affreschi ed altri di recente realizzazione.

Chiesa di San Miro

In origine fu una chiesetta della prima epoca romana col titolo di San Michele. Successivamente venne dedicata a San Miro che, secondo la leggenda, approdò dai monti di Canzo, dove viveva come eremita, su queste rive dopo aver attraversato il lago, sorretto dal proprio mantello e ovunque arrivava portava, miracolosamente, pioggia alle popolazioni colpite siccità.
Dalla sua morte, avvenuta nel 1381, la chiesa conserva le spoglie che, ritenute propiziatrici o inibitrici di pioggia, vengono ripetutamente venerate da una moltitudine di pellegrini che, con i loro doni, contribuiscono ad adornarla.
L’interno, a tre navate, è ricco d’affreschi di fattura popolare quattro-cinquecenteschi e, sopra l’altare maggiore, custodisce una pala del Fiamminghino datata 1615 che rappresenta la Madonna fra i Santi Miro e Michele.
Il migliore fra gli affreschi che decorano le pareti è sicuramente quello che porta la firma di Sigismondo De Magisteri, datato 1526. Occupa gran parte della navata destra e rappresenta una folla di personaggi biblici che stanno quasi a sorreggere il trionfo della volta della seconda campata dove San Miro è assistito da Dio e da una Serie di altri venerabili.

Oratorio di San Fedelino

Si trova all’estremità nord del lago di Mezzola, è una delle più antiche testimonianze romaniche dell’arco alpino mantenutasi quasi intatta per il suo isolamento.
Fu eretto intorno l’anno 1000 dopo il ritrovamento delle spoglie di Fedele, legionario romano convertitosi al cristianesimo che qui compì il suo martirio e fu decapitato nel 286 dai sicari dell’imperatore Massimiliano.
Nel 964 il vescovo Ubaldo, accompagnato da un corteo di fedeli a bordo di una nave a lampade accese, con inni e cori, attraversò il  lago sino a raggiungere l’oratorio dove erano sepolte le reliquie, se ne appropriò e ritornò festosamente a Como, dove le ripose nella chiesa dedicata a Sant’Eufemia. È in questo modo che l’antica pieve di Como cambiò patrono e venne dedicata a San Fedele, dedicazione che conserva tuttora mentre il piccolo oratorio è stato chiamato dal popolo San Fedelino.
L’oratorio, a pianta quadrata di 3 metri e mezzo per lato, possiede una volta a crociera (fra le prime del lago) ed è conclusa da un’abside semicircolare rivolta ad oriente con archetti pensili e semicolonne ed è aperta da due porte centinate e da finestrelle. La chiesa, un tempo tutta affrescata, ebbe gli ultimi restauri nel 1956 per i quali vennero consolidati i preziosi affreschi dell’interno risalenti all’inizio del secolo XI. È grazie a questi lavori che ancora oggi è visibile l’affresco di Cristo Redentore in mezzo agli angeli e agli Apostoli dipinto sotto l’abside.

Il laghetto di Novate Mezzola

Appendice del lago di Como a nord del delta dell’Adda, il suo nome deriva da “dimidiatus”, cioè “lago dimezzato”. È un bacino d’acqua che si restringe di secolo in secolo e che non raggiunge i 50 metri di profondità, è destinato a prosciugarsi completamente e sarà rimpiazzato da un semplice letto fluviale che serpeggerà nella piana.
Questo laghetto è dichiarato dalla Regione Lombardia zona protetta e rifugio di uccelli migratori

Pian di Spagna

Località posta all’apice settentrionale del Lario, oltre il fiume Mera, è una vasta area all’imbocco della Valtellina e della valle del Mera che fino al secolo scorso funestata dalla malaria e dalle alluvioni.
Così chiamata perché nel XVII e XVIII secolo vi si trovano accampamenti spagnoli che dal Forte di Fuentes, baluardo di difesa del Cattolicesimo eretto nel 1603 sull’unica altura del Piano, il colle Monteggiolo, controllavano il territorio lariano e la pianura della Valtellina e della Val Chiavenna.
 La bonifica del territorio venne intrapresa e portata a termine dagli Austriaci nel 1858. Costoro realizzarono l’inalveamento del tratto terminale dell’Adda e, dopo circa 4 chilometri di corso artificiale rettilineo, lo fecero sfociare direttamente nel lago. L’intera zona a nord del nuovo alveo venne così recuperata.
L’eccezionalità di questa zona paludosa, oggi riserva naturale, sta nel fatto di essere una delle poche zone umide d’importanza internazionale racchiusa in un paese alpino. Costituisce l’ambiente ideale per molti tipi di uccelli stanziali e numerose specie di migratori e meta d’abbeveramento per i cervi che popolano la zona. I canneti, per esempio, che si estendono nelle zone non ancora bonificate, offrono rifugio a molti nidi di uccelli migratori come la cannaiola, il cigno reale e altre decine di specie animali più o meno protette.

Qualche numero
Superficie: 23,330 kmq.
Altitudine: m. 201
Popolazione: 1180
Densità abitativa: 50,579
Cap: 22010
Manifestazioni: Festa patronale San Miro, 9 Maggio
                         Fiera di San Miro (locale/zootecnico/vari, mese di Maggio)
                         Fiera dei Morti (locale/zootecnico/vari, mese di Novembre)