Nobiallo e S. Maria Rezzonico, alle estremità di questo tratto dell'Antica Via Regina, sono due pittoreschi borghi in riva al lago di Como, ricchi di memorie storiche, i cui abitanti grazie a una natura particolarmente generosa traevano profitto da molte attività quali la pesca, l'estrazione di gesso e minerali ferrosi, la coltivazione della vite e dell'olivo.
Il tracciato della strada storica, che arriva (da Loveno) a Nobiallo, si incunea fra le stradine dal sapore medioevale, sfiora la chiesa dei S.S. Bartolomeo e Nicolò con il possente campanile pendente - la sua inclinazione è avvenuta durante la costruzione nel XIII sec.- e giunge alla bella piazzetta lastricata.
Da qui inizia il percorso che, bordeggiando le pendici del monte e snodandosi quasi in piano sopra orti e giardini terrazzati, arriva fino al ponte (costruito nel XIV sec.) che anticipa la salita del "Sasso Rancio".
Posto come una sentinella (alt. 240m) sul torrente che scende dalla Valle del Miro, è uno dei più belli tra quelli rimasti lungo la Via Regina.
E' chiamato anche "della Madonna" perché permette di accedere allo scenografico santuario della Madonna della Pace, eretto nel 1658 in occasione della Pace dei Pirenei, firmata fra Francia e Spagna.
Il passaggio del Sasso Rancio è ipotizzabile farlo risalire al periodo medievale.
Citato negli Statuti del 1335, fu utilizzato fino al 1902, quando venne costruita la rotabile a lago. Questo tratto è sempre stato il nodo critico del percorso dovendo superare un possente e impervio torrione di roccia a strapiombo sul lago, che costringeva i viandanti a una faticosa salita non scevra di pericoli.
Anche oggi, transitare per il Sasso Rancio richiede prudenza.
Gli espedienti escogitati nel tempo per rendere più sicura la disagevole mulattiera: scalini incisi nella roccia ferruginosa (da qui il nome di Sasso Rancio), il muretto di protezione sul versante a lago, piazzole per consentire l'incrociarsi delle bestie da soma, sono ancora ben evidenti.
Anche la Comunità Montana Alpi Lepontine, nel 2000, in occasione dell'"Anno Giubilare" ha provveduto a mettere in sicurezza l'intero tratto e a creare un'area di sosta attrezzata.
Giunti al culmine, il richiamo alla scogliera amalfitana è d'obbligo e la vista sul centrolago è insuperabile.
Si scende aggirando il promontorio della Gaeta dove troneggia l'omonima villa, opera eclettica dei Coppedè, e si prosegue lungo la costa del monte per arrivare alla vecchia statale, sostituita dal nuovo tratto scavato in galleria.
Da qui, essendo venuto a mancare un tratto del percorso originario, bisogna prestare attenzione.
Dopo aver percorso circa 200 metri lungolago della vecchia statale in disuso, è necessario procedere (con prudenza) per poche decine di metri lungo l'attuale S.S. 340.
Giunti all'imbocco della galleria Sassoldo, piegare a destra sulla strada dimessa dove troverete un sentiero che, salendo sopra la galleria stessa, vi riporterà sull'originario percorso.
La vecchia strada si fa dolce e attraversa pianori e coltivi di viti e olivi.
Una cappella baroccheggiante ci avverte che si è in prossimità del borgo di Acquaseria.
Superiamo lo spumeggiante torrente Serio (da qui il nome del borgo) ed entriamo nel nucleo antico dell'abitato.
Dopo la discesa, il primo paese che si incontra è Sant'Abbondio (nome del vescovo di Como che maggiormente contribuì alla diffusione del Cristianesimo sul lago).
Il toponimo identifica una serie di frazioni di cui Acquaseria è l'insediamento più importante. Più avanti, Santa Maria, a sua volta, prende il nome dall'omonima chiesa, che venne costruita dai domenicani fra il 1464 e il 1474.
La severa facciata è ornata da un portale in marmo dei primi del cinquecento. L'interno, ad un'unica navata, è arricchito da bellissimi affreschi e tele dei sec. XVI-XVII.
Nei pressi della chiesa, fra il cimitero e la Statale Regina che passa a lago, sono visitabili i resti murari di una fortezza tardo-romana (sec. VI d.C.).
Il perimetro originario doveva essere di grandi dimensioni, come attestato sia dalla presenza dei ruderi di una torre detta il "Castelasc", posta sopra l'imbocco meridionale della galleria stradale, sia dal ritrovamento a lago, sotto il livello delle acque di altre mura, entrambi risalenti alla stessa epoca tardo-imperiale.
Poco distante è Rezzonico, scenografico abitato a lago, dominato dalla grigia mole del Castello.
Costruito nel 1363 dai Della Torre - nobili e potenti signori locali - il Castello (non visitabile) costituisce un esempio di "castello recinto", con torre al centro e mura merlate a difesa del borgo.
Sul fianco meridionale sorge la chiesetta seicentesca dei Tre Magi, il cui nome ricorda una "statio" del leggendario corteo che da Costantinopoli trasportò a Colonia, al tempo dell'imperatore Barbarossa, le spoglie dei Re Magi.
Le memorie del passato non ci devono far dimenticare, però, che dobbiamo decidere se prendere il bus che ci riporterà a Nobiallo, dove abbiamo lasciato l'auto, o percorrere a ritroso il suggestivo itinerario.
Come arrivare: Strada Statale 340 Regina, fino a Nobiallo.
Servizio bus (linea C 10) Como-Menaggio-Colico.
L'itinerario: Strada selciata, sterrata, brevi tratti asfaltata.
Percorribile in ogni stagione.
Dislivello: da 207 m di Nobiallo ai 348 m di Sasso Rancio.
Tempo di percorrenza: 2,30 ore, solo andata.
Difficoltà: facile, per tutti, qualche attenzione negli attraversamenti della Statale Regina.
Da vedere:
- Nobiallo: campanile pendente del sec. XIII, Santuario della Madonna della Pace;
- S. Maria Rezzonico: Parrocchiale di S. Maria, Fortezza tardo-romana, Castello (non visitabile).