Itinerario questo, che più di altri, oltre alle varietà ambientali e naturalistiche, vi permetterà di fare un vera e propria escursione nella storia. Dai segni misteriosi incisi sulla rocce alle testimonianze medioevali, dai fasti del barocco ai ricordi di "Piccolo Mondo Antico"...
Giunti a S. Mamete, in riva al Ceresio, ci si incammina seguendo la vecchia strada (segnavia 10), tutta in salita, raggiungendo lo stupendo borgo di Castello - cesellato dagli uomini e dal tempo su uno sperone di roccia alto 451 m - in poco più di 40 minuti.
Qui è il caso di fare una prima sosta per visitare il paese, dal chiaro impianto medioevale, che conserva moltissime testimonianze storiche e artistiche del passato.
Ci si incammina poi, lungo il sentiero (segnavia 15) che risale la valle del Soldo, attraverso boschi di latifoglie secolari che fanno da ombrello lungo il percorso acciottolato fino a Pregè, dove, attraversato un piccolo tributario del Soldo, ci si alza in quota fino ai 655 m di Muzzaglio.
E' questo un luogo che ha del magico, raggiungibile dopo una quarantina di minuti da Castello, dove un grappolo di baite e una chiesetta, attualmente in fase di recupero conservativo, fanno da cornice ad un pianoro erboso semicircolare, incassato fra pareti di granito dominate dai Denti della Vecchia che segnalano il non lontano confine con la Svizzera.
Ai margini del pianoro, lungo il sentiero indicato col n. 16, prima di arrivare a Camporgna, si trova il misterioso masso cuppelliforme, uno dei meglio conservati di tutto il territorio comasco.
Da quest'ultima località, nel passato luogo di pascolo per i contadini di Puria e Dasio, ci si inoltra osservando sulla nuda "Costa di Ciappei" gli spettacolari balzi del torrente Duslin, affluente del Soldo.
Da qui, la breve discesa porta al Ponte di Bizzo che, con un ardita campata, attraversa la forra incuneata fra giganteschi massi levigati dalle impetuose acque del torrente.
Castani e noci secolari ricordano l'intensa attività di coltivazione.
Il profumo inebriante di ciclamini e funghi rende questo tratto di percorso un piccolo eden naturalistico.
La chiesetta di S. Rocco (618 m) invita ad una sosta e alla meditazione prima di proseguire per Dasio. Passando accanto al camping S. Rocco, dove ha inizio il percorso vita che coincide con la parte alta di questo nostro itinerario, si raggiunge Dasio in appena 10 minuti.
Il paese, il più elevato della Valsolda (580 m), punto di partenza (o di arrivo per chi parte da Breglia) per il più impegnativo percorso delle "4 valli", vanta una bella chiesa a tre navate dedicata a S. Bernardino. Puria, è raggiungibile in appena 15 minuti lungo la vecchia strada pedonale.
Anche qui le reminiscenze di "Piccolo Mondo Antico" si rintracciano ad ogni angolo.
Il paese è noto, però, per aver dato i natali, nel 1527, al famoso architetto e pittore Pellegrino Tibaldi, autore di numerose opere di rilevanza europea.
Evidente il suo controbuto creativo nella chiesa dedicata all'Assunta, eretta a parrocchia dal cardinale Federico Borromeo nel 1604.
Più in basso (407 m), attraversato il bel ponte che, in una gola incassata, attraversa il Soldo, si arriva a Loggio (411 m), un ridente borgo la cui impronta quasi mediterranea con il nucleo antico e le nuove ville contrasta con l'antistante borgo fortificato di Castello, arroccato da secoli a vigilare sul Ceresio.
Altri 15 minuti di discesa e arriviamo a S. Mamete (sede municipale di Valsolda), la località da cui abbiamo iniziato questo itinerario.
Una visita a questo paese, il più antico della valle, posto al centro della Valsolda, sul breve tratto di pianura alluvionale realizzata dal fiume Soldo, ci permette di ritrovare uno dei luoghi meglio descritti dal Fogazzaro: la piazzetta con il porticato, botteghe varie, la scenografica scalinata che conduce alla chiesa dei S.S. Mamete e Agapito, con vista a volo d'uccello sopra i tetti del paese e del lago.
Qui termina la nostra escursione nel cuore della Valsolda.
Itinerario, questo, che riassume la incredibile varietà paesaggistica e storica di un "Piccolo Mondo Antico" che non finisce mai di stupire.
Come arrivare: Strada Statale 340 bis (Regina) Menaggio-Porlezza, fino a S. Mamete. Servizio bus (linea C 16) Porlezza-Lugano, (linea C 12) Menaggio-Lugano.
L'itinerario: Tratti asfaltati, acciottolati, sentieri, sterrati.
Dislivello: da 275 m di S. Mamete a 655 m di Muzzaglio.
Tempo di percorrenza: 4 ore.
Difficoltà: facile, per tutti; percorribile in ogni stagione.
Da vedere:
- Castello: centro storico, Chiesa di S. Martino;
- Muzzaglio: masso cuppelliforme;
- Dasio, Puria, Loggio, S. Mamete: centri storici, parrocchiali.