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Nel Parco della Valle Sanagra

Sentiero Val SenagraLa Valle Sanagra è costituita dal bacino del fiume che si incunea a nord-ovest di Menaggio, con uno sviluppo di circa quindici chilometri tra i monti Bregagno, Grona e Monti di Gottro.
Il territorio, che fa parte dei Comuni di Menaggio, Plesio e Grandola, è caratterizzato da molteplici elementi di pregio, naturalistici, storico-etnografici, e diventerà presto un Parco di Interesse Sovracomunale.

 

 

Arrivati a Loveno (320 m), graziosa località a monte di Menaggio, seguendo le indicazioni per Piamuro (o Pianure), giungiamo al grande pianoro adibito a pascolo, dove ha inizio il "Percorso della salute" (un itinerario attrezzato per jogging, lungo quasi 4 chilometri).

Seguiamo lo stesso percorso per circa un chilometro, poi, oltrepassata la "Cappella dell'Artus", in discesa si arriva in prossimità del Sanagra dove è ubicato il ponte Nogara.

Non lo si attraversa e si costeggia il fiume sulla destra, nel senso di marcia, camminando a tratti sui sassi del greto passando davanti all'antica fornace Galli (una volta qui si producevano mattoni e tegole) e giungendo poi alla vecchia "Ciuderia", fabbrica di chiodi fino agli anni '50 del secolo scorso, oggi azienda agrituristica con annesso allevamento di trote.

Continuando sulla destra del fiume si arriva a Molini (il nome ci ricorda che qui si macinavano cereali e castagne), si passa il bel ponte ad arco e si costeggia il fiume, che rumoreggia sempre più, sull'altra sponda.

Grandi pozze d'acqua limpida e incontaminata, ideali per le trote fario, rompono il verde della vegetazione che si fa sempre più fitta.

Ponte Mulini Giungiamo così a Sass Curbèe (460 m) dove il Sanagra sembra scaturire da una stretta gola quasi ostruita da ciclopici massi franati dalla parete sovrastante.

Un ponticello di ferro ci permette di attraversare le acque tumultuose, e si arriva alla base di un enorme monolito che si può superare grazie ad gradini scavati nella roccia.

E' questo una sorta di confine naturale con il mondo animale: proseguire (un sentiero, conduce al pianoro di Madri) significa addentrarsi nell'affascinante habitat di cervi e caprioli che hanno preso in dimora questa parte della valle, abitata dall'uomo fino agli anni '50 del secolo scorso e poi abbandonata.

Torniamo a Molini e, senza attraversare il ponte, imbocchiamo il ripido sentiero che zigzagando ci porterà a toccare la strada provinciale che porta a Naggio (657 m).

Oltrepassato il grazioso borgo, procediamo lungo la strada asfaltata, in direzione Monti di Gottro, per raggiungere dopo alcuni tornanti in salita la chiesetta di S. Rocco.

Una breve sosta per ammirare dall'alto la Val Sanagra e, di fronte, la maestosità del Monte Grona per poi proseguire sempre lungo la strada asfaltata, portandoci ulteriormente in quota fino a raggiungere la zona dei crotti (900 m).

La strada prosegue per circa 3 chilometri e termina proprio dove passa il "Sentiero delle 4 Valli", proveniente da Alpe Erba (1190 m) e diretto ad Alpe Logone (1144 m), tratto finale della "tappa" Breglia-Malè.

Il territorio assume valori che lo rendono unico e che la bellezza paesaggistica di cui possiamo godere tiene discretamente celato.

Questa porzione di territorio, infatti, "nasconde" uno dei più importanti giacimenti fossiliferi italiani risalenti al Carbonifero.

Qui sono stati rinvenuti (in prossimità di Alpe Logone) in gallerie da cui veniva estratto carbone, frammenti di flora fossile, tra i quali specie estinte simili alle attuali felci, muschi ed equiseti (detti "code cavalline") che, a differenza di oggi, potevano superare i 20 m di altezza.

Gli scavi, effettuati allo scopo di allestire una sala presso il "Museo Etnografico Naturalistico" di Grandola ed Uniti, hanno permesso il recupero di oltre cento splendidi reperti tra cui alcuni semi di Pteridosperme: i Trigonocarpus.

Reperti che, oltre ad essere estremamente rari, hanno un valore storico evoluzionistico eccezionale perché dimostrano come nel Carbonifero fossero già presenti piante a seme.

In cielo la sagoma inconfondibile di un'aquila reale, alla ricerca di una preda, ci ricorda che anche noi abbiamo la necessità di sfamarci.

PiamuroE quale migliore occasione se non incamminarci sulla via del ritorno e fermarci ai Monti di Gottro, dove diversi crotti (del Gusto, Merlo e Mirabell) meta continua di buongustai, fanno a gara nel tenere in vita la cucina locale.

Selvaggina, polenta, funghi, formaggi, salumi, castagne, mirtilli e quanto di meglio la natura generosa in ogni stagione offre, diventano succulenti specialità che centelliniamo con un ritmo dimenticato, scaricando stanchezza e preparandoci per il ritorno a valle.

La discesa per Grandola ed Uniti, seguendo la strada provinciale è tutta all'insegna di scorci panoramici che alternano il verde dei monti circostanti al blu del lago di Como.

Giunti a Codogna, dopo una sosta a Villa Camozzi per visitare il Museo della Val Sanagra, si imbocca sulla sinistra una strada acciottolata, che attraversato il paese in ripida discesa ci porterà al ponte Nogara sul Sanagra, visto all'andata.

Superatolo risaliamo la china fino alla "Cappella dell'Artus" e, ripercorrendo il tratto iniziale del "Percorso della Salute", giungiamo a "Piamuro" da dove siamo partiti.


Come arrivare: Da Menaggio Strada Prov. per Plesio fino a Loveno.

Servizio bus (linea C 13) Menaggio-Breglia (Plesio).

L'itinerario: Tratti asfaltati, sterrati, mulattiere, sentieri.

Dislivello: da 320 m di Loveno a 1190 m di Alpe Erba.

Tempo di percorrenza: 4 ore, solo andata.

Difficoltà: facile, per tutti, discreto impegno fisico.

Da vedere:

  • Loveno: Centro storico, Parrocchiale, Villa Vigoni;
  • Grandola ed Uniti: "Museo Etnografico Naturalistico della Val Sanagra".

documenti e approfondimenti

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